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1813
Foglio di annunzj del privilegiato messaggere tirolese
Il più antico documento ritrovato è del 1813, dove la presenza di un albero di Rossara aumentava il valore di un appezzamento dato all'incanto. Via via i documenti ci hanno portato a capire che questo frutto veniva esportato dal Trentino in tutto liImpero Austro-ungarico e quindi aveva anche un valore commerciale.
1813
1817
“Foglio di annunzj del privilegiato messaggere tirolese”
Risale a questo anno il primo documento che cita la nostra castagna. Si tratta di un editto pubblicato sul “Foglio di annunzj del privilegiato messaggere tirolese” nel quale si parla di un appezzamento messo ad incanto nella località “agli Orti” di Lona di Pinè, odierna Lona-Lases (TN), paese confinante con Albiano; riteniamo interessante il fatto che in questo documento è riportato come è proprio la presenza della castagna rossara ad aumentare il valore economico del campo in questione.
1852
"Statitica del Trentino"
Questo è l'anno in cui viene pubblicato il primo capitolo della “Statistica del Trentino” dell'umanista e naturalista Agostino Perini, nel quale la castagna rossara viene descritta, insieme al marrone e al selvatico, come una delle tre varietà di castagna tipiche del Trentino
1852
1857
"Flora del Tirolo meridionale”
Francesco Ambrosi, membro della società botanica di Francia, ha descritto nella sua opera “Flora del tirolo meridionale” il castagno, sottolineando come “il Castagno domestico offre non poche varietà, ed appresso di noi le più apprezzate sono la rossara ed il marrone”.
1888
“Pomologischer Katalog der Reichs-Obst-Ausstellung”
“Pomologischer Katalog der Reichs-Obst-Ausstellung”, opera di 14 volumi stampata a Vienna nel 1888 e dedicata all'imperatore austro-ungarico Franz Josef I, riserva una parte ai frutti del Tirolo italiano; in uno dei sui capitoli viene descritta la “Avisiothal”, cioè la valle del torrente Avisio, attuale Val di Cembra, dove si trova Albiano. Qui vengono descritte le principali varietà di frutti coltivati, tra questi vengono menzionati, alla pari, i marroni e le rossare, queste ultime sono descritte come di ottima qualità. in una tabella, posizionata in fondo al capitolo, è riportata la produzione di frutta del Tirolo italiano, nella quale si nota come la “Avisiothal” era la principale produttrice di castagne, e queste erano tra i frutti meglio pagati.
1888
1893
“Die Osterreisch-ungarische monarchie in word un bild”
Viene dato alle stampe a Vienna “Die Osterreisch-ungarische monarchie in word un bild”, ovvero "la monarchia Austroungarica in parole ed immagini". In questo trattato sono descritte le principali varietà di castagne: la rossara, più chiara, ed il marrone, più scuro.
1925
Archivio per l'Alto Adige con Ampezzo e Livinallongo
Nel dizionario toponomastico tridentino contenuto nell' Archivio per l'Alto Adige con Ampezzo e Livinallongo, è presente un elenco di merci e alimenti commercializzati all'estero, e tra queste è presente anche la castagna rossara.
1925
2011
"Il castagno e il noce nella provincia di Trento”
La rossara sparisce per ottant'anni. Ritorna ne"Il castagno e il noce nella provincia di Trento”, progetto editoriale promosso dalla PAT-Assessorato all'agricoltura(...), viene svolta un'analisi approfondita della pianta di castagno trentino e dei suoi frutti. Ne viene raccontata la storia,le ricette e la coltivazione. In questo elaborato la rossara viene descritta come “intermedio”, inserito tra franco e marza, come impollinante.
1937-2011
Chi l'ha vista?
Non compare più alcuna notizia della castagna Rossara
1937-2011
1937
Trentino. Rivista fondata dalla Legione trentina
In Trentino. Rivista fondata dalla Legione trentina Enrico Gambassi ha dedicato un articolo dai toni poetici, ma con rigore statistico e toni elogiativi tipici dell'epoca, al italico albero del pane, cioè il castagno. Lo descrive sia nella sua forma popolare che in termini tecnici e statistici. Gambassi, riprendendo il Perini (1852), aggiunge che frutta particolarmente pregiata destinata all'estero viene fornita [anche] dal comune di Albiano.
2010-2013
”Elaborato delle regioni sulla castanicoltura territoriale”
Nell'”Elaborato delle regioni sulla castanicoltura territoriale” promosso dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali la rossara viene solo citata come ecotipo presente sul territorio trentino, ma per la quale non è stato fatto un lavoro di caratterizzazione.
2010-2013
2019
Castanea 2019
La cultura del castagno tra tradizione e innovazione: il case study della Rossara trentina e dell’iniziativa di valorizzazione di due giovani imprenditori Valentina Sevegnani e Sandro Mosele
Da quanto abbiamo appreso dalla memoria storica dei castanicoltori della zona e da quanto abbiamo capito dalla ricerca svolta, la Rossara era un tempo coltivata e commercializzata anche all'estero, finché è stata sostituita dal marrone, il quale, essendo più grande, veniva pagato meglio. Per questo motivo le piante di Rossara, un tempo sia gentili che innestate su selvatici, vennero reinnestate a marrone.
Lo studio ancora nelle sue fasi iniziali attraverso la metodologia tipica della ricerca etnografica dell’antropologia culturale dell’alimentazione con il supporto dell’indagine storica e d’archivio vuole mettere in evidenza aspetti del sapere tradizionale legato a questo prodotto del bosco che attraverso uno sguardo innovativo vuole tentare di presentarsi sul mercato in modo competitivo e ritagliandosi una nicchia di interesse propria.

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Albiano, Trento, Trentino Alto Adige